Teofilo Patini. Le verità dipinte.

PRESENTAZIONE

In qualità di Presidente della Fondazione R. Paparella Treccia e M. Devlet, che gestisce il Museo omonimo, sono orgoglioso di presentare al pubblico la mostra dedicata a una figura cardine della pittura italiana dell’Ottocento, dal titolo Teofilo Patini. Le verità dipinte.

L’iniziativa nasce da una duplice esigenza: da un lato, riaffermare il ruolo storico dell’artista abruzzese; dall’altro, offrire al pubblico e agli studiosi un’occasione di rilettura approfondita, rigorosa e aggiornata della sua opera, sottraendola a letture parziali o riduttive che troppo spesso ne hanno circoscritto l’importanza.

Patini è stato artista colto, filosofico, attento ai dibattiti estetici del suo tempo, capace di coniugare istanze veriste, tensioni simboliste e una profonda consapevolezza etica del ruolo dell’arte nella società. La sua pittura non è mai semplice documento né mera denuncia: è, invece, costruzione complessa fondata su una straordinaria padronanza tecnica.

Si salda, così, un debito contratto con un grande artista, tanto amato dagli appassionati quanto poco rappresentato nella sua completezza, riportando all’attenzione del pubblico una serie di opere che testimoniano la profondità del suo lavoro.

L’esposizione comprende trenta opere provenienti dalla Pinacoteca Patiniana di Castel Di Sangro, dal Comune di Calascio e da collezioni private.

La cura della mostra è stata affidata al dott. Pasquale Del Cimmuto, direttore della Pinacoteca Patiniana di Castel Di Sangro, grande conoscitore e studioso dell’artista; importante il catalogo generale Patini (1840-1906) curato dallo stesso Del Cimmuto e pubblicato nel 2025. Al dott. Del Cimmuto è stata affida anche la curatela di questo catalogo.

Per ben comprendere l’opera di Patini è importante considerare tre aspetti: il suo talento tecnico, la sua raffinatezza espressiva e la sua originalità narrativa.

Scriveva Modigliani: «L’arte del disegno non deve perire, la sua fine significherebbe la fine dell’arte stessa» e, ancora, Vincent Van Gogh affermava che il «disegno è la spina dorsale della pittura». Patini aveva di certo ben presente queste verità, essendo egli stato prima che pittore, un mirabile disegnatore: il disegno è, infatti, fondamentale nella pittura perché ne costituisce la base concettuale e strutturale, permettendo all’artista di studiare, ideare, progettare e definire le forme. Patini prediligeva, nel disegno, carboncino e matita, con una forte concentrazione alla resa psicologica dei volti e delle posture.

Tale scelta dell’artista coincide con il secondo aspetto sopra considerato, quello relativo alla raffinatezza espressiva, che egli concentrava sulle emozioni della fatica, della povertà, del dolore e della malattia. Aveva la grande capacità di cogliere gli aspetti sia drammatici del vivere quotidiano – vedi i dipinti Bestie da soma e Pulsazioni e palpiti -, sia momenti carichi di letizia, soprattutto in riferimento ai fanciulli e al loro muoversi nel mondo con levità – vedi Prima lezione di equitazione e Le orfanelle: in questa ultima opera, Patini riesce a rappresentare, allo stesso tempo, drammaticità e grazia.

Teofilo Patini sapeva che la vera arte si nutre di narrazione: infatti, l’intento narrativo è stato una costante della sua ricerca pittorica, sin dagli esordi, basti considerare L’erede e Vanga e latte.

La scelta dei soggetti risponde a un progetto coerente: restituire visibilità a una umanità spesso esclusa dal racconto ufficiale della storia, affidando alla pittura il compito di darne testimonianza e memoria.

In questo senso, l’opera di Patini dialoga con le grandi correnti del realismo europeo, conservando una cifra inconfondibile, nutrita di cultura letteraria, sensibilità morale e profonda conoscenza della tradizione figurativa italiana.

Mi preme esprimere sentiti ringraziamenti a tutti coloro che hanno permesso la realizzazione dell’evento: al Sindaco di Castel Di Sangro, Angelo Caruso, al Sindaco di Calascio, Paolo Baldi, alle loro amministrazioni, al dott. Massimo Sericola, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di L’Aquila e Teramo e ai suoi funzionari, e infine a tutti i collezionisti privati che hanno prestato le loro opere.

Mi preme anche ringraziare il Presidente del Consiglio Regionale d’Abruzzo, Lorenzo Sospiri, e il Sindaco del Comune di Pescara, Carlo Masci, per aver concesso i patrocini rispettivi.

Al dott. Pasquale Del Cimmuto, che tanto si è adoperato con passione e competenza per la buona riuscita dell’evento, un sentito e sincero saluto.

Infine, è con riconoscenza che rivolgo il mio pensiero agli organi della Fondazione R. Paparella Treccia e M. Devlet: all’Assemblea dei Soci Fondatori e al Consiglio di Amministrazione che hanno accolto con entusiasmo la mia proposta tesa a ricordare la figura e l’opera di Teofilo Patini.

Infine, mi auguro che questa iniziativa susciti l’interesse dei giovani, anche attraverso il coinvolgimento delle scuole e delle famiglie.

Il Presidente della Fondazione R. Paparella Treccia e M. Devlet

Dott. Augusto Di Luzio

 

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