PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA “CARLO CARRÀ. IL SEGNO E IL RICORDO”
La prima metà del 1900 è stata una fulgida e ricca stagione artistica, basti pensare alla nascita, la crescita e lo sviluppo di quelle grandi avanguardie e correnti come il Futurismo, la Metafisica, il sarfattiano Ritorno all’ordine, il Realismo magico, il recupero della Pittura muraria, etc. A questa ricchezza creativa appartengono nomi di artisti famosi e amati a livello internazionale quali Boccioni, Balla, Severini, Modigliani, Morandi, de Chirico, solo per citarne alcuni. Tra costoro il nome di Carlo Carrà emerge per essere appartenuto a tutti questi movimenti e soprattutto per esserne stato assoluto protagonista. Nel 1910, infatti, è firmatario con Marinetti, Severini, Russolo e Boccioni del Manifesto della Pittura Futurista; anche con la Metafisica si è cimentato sin dai suoi albori, impegnandosi poi a diffonderne la conoscenza e ad esaltarne l’importanza. Con l’appartenenza alla corrente del Ritorno all’ordine di Margherita Sarfatti egli è stato tra i primi a riproporre figure e paesaggi. È proprio per questo che la Fondazione Museo Paparella Treccia è orgogliosa di avere organizzato una mostra dedicata alla grafica di Carlo Carrà, arte che lo stesso riteneva sorella e non minore della pittura. Questa scelta è stata il felice esito di una cordiale interlocuzione con la Professoressa Elena Pontiggia, nota e stimata critica d’arte da tempo amica del nostro Museo, la quale è anche curatrice della mostra e del catalogo. Si tratta di 47 tra acqueforti e litografie, in bianco e nero e a colori, tutte provenienti dall’archivio Carlo Carrà. Queste opere rappresentano la sintesi del percorso artistico del maestro, considerato che tutte si inseriscono nell’alveo delle avanguardie e correnti su ricordate. Sia nelle incisioni che nelle litografie, Carrà infonde la sua poetica della sintesi, del silenzio e dell’attesa: in esse si riflette la sua tensione costante verso la forma pura, la ricerca dell’equilibrio, la riduzione dell’immagine ad archetipo. Per tutti questi motivi la mostra assume una rilevante importanza didattica, dunque si confida nella partecipazione dei giovani e delle scolaresche che potranno arricchire le loro conoscenze di quel periodo artistico che rappresenta un autentico orgoglio della cultura italiana nel mondo.
Dott. Augusto Di Luzio
Presidente della Fondazione Museo R. Paparella Treccia e M. Devlet ONLUS
